squarepusher - feed me weird things

ci sono dischi che non si prestano ad essere etichettati e riposti in un ben precisato scaffale. non ci si può fare nulla: quali che siano i motivi che portano al verificarsi di questo strano fenomeno, per certi lavori può davvero essere difficile trovare una definizione soddisfacente.
questo è quello che accade, a mio avviso, per il debut album dell'inglese tom jenkinson, in arte squarepusher, uscito nell'ormai lontano 1995. l'impatto con la prima traccia è dei più strani: drum machines che suonano in modo incrdibile si stagliano sullo sfondo un jazz-rock anni '70. james taylor quartet e weather report sembrano essere sempre presenti a questo talentuoso musicista, che sembra non perdere occasione per riportare in superficie le sue radici. nella terza traccia, soprattutto, il basso fretless del nostro ricorda in particolar modo lo stile di pastorius, così come l'armonizzazione è in qualche modo reminiscente di havona, masterpiece dei weather report, anche se non mancano spunti estremamente personali nel fraseggio, mentre le drum machines rendono questo omaggio al passato non solo attuale, ma in qualche modo decisamente innovativo. ma la grandezza di questo artista non sta solo nella sua abilità di strumentista, né nella sua capacità di citare grandi del passato in modo originale. non mancano i pezzi più squisitamente elettronici, non propriamente drum n' bass, il cui solo ascolto mette in condizione di capire perfettamente il perché aphex twin stesso non cessi mai di considerare squarepusher una delle sue più grandi influenze.
in definitiva, un album particolare, dalle mille radici e i mille sviluppi. un album in cui un artista dalla personalità forte si è confrontato con i grandi del passato e ha posto le basi una carriera fatta di continua innovazione. una carriera in cui sarà capace di cambiare moltissimo (basta ascoltare il suo ultimo album, ultravisitor, uscito nel 2004, per rendersene conto), e anche di combinare qualche pasticcio evitabile, ma in cui, sicuramente, darà prova di essere stato fin dall'inizio un musicista pronto per le sfide del futuro.



