birauser

qui non si accettano verità rivelate.

lunedì, febbraio 13, 2006

squarepusher - feed me weird things





ci sono dischi che non si prestano ad essere etichettati e riposti in un ben precisato scaffale. non ci si può fare nulla: quali che siano i motivi che portano al verificarsi di questo strano fenomeno, per certi lavori può davvero essere difficile trovare una definizione soddisfacente.
questo è quello che accade, a mio avviso, per il debut album dell'inglese tom jenkinson, in arte squarepusher, uscito nell'ormai lontano 1995. l'impatto con la prima traccia è dei più strani: drum machines che suonano in modo incrdibile si stagliano sullo sfondo un jazz-rock anni '70. james taylor quartet e weather report sembrano essere sempre presenti a questo talentuoso musicista, che sembra non perdere occasione per riportare in superficie le sue radici. nella terza traccia, soprattutto, il basso fretless del nostro ricorda in particolar modo lo stile di pastorius, così come l'armonizzazione è in qualche modo reminiscente di havona, masterpiece dei weather report, anche se non mancano spunti estremamente personali nel fraseggio, mentre le drum machines rendono questo omaggio al passato non solo attuale, ma in qualche modo decisamente innovativo. ma la grandezza di questo artista non sta solo nella sua abilità di strumentista, né nella sua capacità di citare grandi del passato in modo originale. non mancano i pezzi più squisitamente elettronici, non propriamente drum n' bass, il cui solo ascolto mette in condizione di capire perfettamente il perché aphex twin stesso non cessi mai di considerare squarepusher una delle sue più grandi influenze.
in definitiva, un album particolare, dalle mille radici e i mille sviluppi. un album in cui un artista dalla personalità forte si è confrontato con i grandi del passato e ha posto le basi una carriera fatta di continua innovazione. una carriera in cui sarà capace di cambiare moltissimo (basta ascoltare il suo ultimo album, ultravisitor, uscito nel 2004, per rendersene conto), e anche di combinare qualche pasticcio evitabile, ma in cui, sicuramente, darà prova di essere stato fin dall'inizio un musicista pronto per le sfide del futuro.

sabato, febbraio 11, 2006

separati alla nascita

il noto bassista jazz-fusion alain caron e il famoso giornalista televisivo marzullo non sono assolutamente distinguibili ad un esame visivo. pare che l'unico modo di distinguerli sia dare un basso in mano al sospettato. ma i detrattori del musicista sostengono che anche questo non sia un modo sufficientemente sicuro per risolvere la questione.

in conclusione, la vita è un sogno, o i sogni aiutano a vivere?

un consiglio






















Johnny Cash / American IV - The Man Comes Around


ci sono momenti in cui non si è in vena di ascoltare consigli. qualche giorno fa parlavo con un amico del fatto che una canzone pop ti insegna sempre qualcosa, ti da una dritta. e ci sono momenti in cui la tua visione del mondo cozza con tutti quei luoghi comuni che amici, sorelle maggiori, canzoni e film ti raccontano. non capisci come tutte quelle canzoni possano essere così ugualmente false e inadeguate alla situazione che stai vivendo. in definitiva non fanno altro che raccontarti le stesse cose.

e talvolta accade che il solito consiglio ti venga dato da qualcuno in cui non riesci a fare a meno di riporre tutta la tua fiducia, qualcuno la cui saggezza è percepibile, anche se è espressa da parole ritrite. così una canzone pop, quando è johnny cash a interpretarla, si trasforma, in ogni situazione, nel miglior consiglio che si poteva desiderare. le parole di altri assumono un peso completamente diverso. come affermava rob in alta fedeltà, non è facile dire qualcosa con le parole di un altro. in questo disco cash c'è riuscito in modo splendido. da avere.

lunedì, settembre 26, 2005

Piazza Brunelleschi, Facoltà di Lettere/1: elettra

sono una persona diffidente. è facile avvicinarmi, parlarmi è tutto fuorché impossibile. ma provateci un po', da perfetti sconosciuti, a togliermi dalla faccia quell'espressione accondiscendente e appena sardonica che vi impedisce di capire alcunché su quello che io sto pensando di voi e dei vostri discorsi. l'ho tirata fuori dalla sua custodia appena vi siete avvicinati, e potete averla giudicata amichevole, se siete ben disposti verso il mondo, indisponente, se, come me, siete per natura sospettosi e attaccabrighe. non miro a mettervi a vostro agio, anzi, cerco di farvi indietreggiare verso il baratro dell'imbarazzo per capire come siete in realtà. nove, forse otto, su dieci, resterete infastiditi. ma potreste trovare in me qualcosa di interessante. e in quel caso potreste essere interessanti per me.
un altro tipo di espressione, il sorriso di circostanza, emblema di un certo modus vivendi fiorentino, era stato appena spiegato e indossato mentre mi dirigevo a salutare un amico. seduta accanto a lui una ragazza. mi siedo su un gradino, dopo aver salutato in un modo giovane e ridicolo il mio amico. lei non la saluto, non è mia abitudine con gli sconosciuti, e a firenze è normale. lei aspetta qualche istante e poi, guardandomi, mi dice ciao, io sono elettra. non so descrivere bene la sensazione che mi hanno dato quelle parole, la sua espressione, la delicatezza della sua stretta di mano, l'immagine di lei che si alzava a presentarsi seguita dalla chioma di lunghissimi e nodosi capelli biondi.

iniziamo a chiacchierare. dico tante cose di me, senza un motivo ragionevole. e mi rendo conto di star dicendo tante cose di me senza un motivo ragionevole. parliamo, alla domanda "che fai nella vita" risponde "viaggio". nei suoi occhi azzurri leggo fiducia nel mondo, e questo mi mette a disagio. continuiamo a parlare, ci raccontiamo episodi e discutiamo di argomenti qualunque. passa del tempo e io me ne devo andare. glielo comunico e lei si alza, mi abbraccia, mi accarezza una guancia mentre posa un bacio lunghissimo sull'altra.
la rivedrò mai? non credo. spero che ci rivedremo, mi dice. mi riabbraccia e mentre si allontana un ciuffo di capelli la segue scorrendo sulla mia spalla. le ho chiesto se voleva lasciarmi un ricciolo, come un'altra elettra di tanti anni fa, e si è quasi commossa. ma nel cortile della facoltà di lettere nessuno aveva forbici. forse per pigrizia, forse per sfortuna, non ho un ricciolo di elettra, né lei ne ha uno mio. forse un giorno la rivedrò e magari avrò delle forbici in tasca. nel frattempo, buon viaggio, elettra.

mercoledì, agosto 31, 2005

September 31, 23.51 Pietro says:

sei un pò complicato ma sei godibile in fondo

martedì, agosto 30, 2005

una bella edizione delle affinità elettive è quella mondadori. visto che era comprensiva di un saggio di thomas mann e di una postfazione di gadamer, ho pensato di prenderla. sei euro e ottanta centesimi spesi benissimo.

lunedì, agosto 29, 2005

birauser riapre i battenti.

ebbene sì, pur con immenso rammarico sono tornato dal mio viaggio in francia-spagna-paesi baschi-andorra. abbiamo fatto surf, imbroccato tipe delle quali non abbiamo compreso il nome, ci hanno sparato ad una manifestazione indipendentista e ci siamo commossi al guggenheim. vi prometto di ricominciare presto a postare con ritmi non letargici, e intanto, per simpatia verso gli amici baschi, vi lascio con questa immagine.

mercoledì, agosto 03, 2005



ce l'ho fatta. grazie a una spranga, un'arpione, una lunga fune, la carta igenica esilarante e il detergente intimo esplosivo, normale dotazione di ogni agente segreto britannico, sono riuscito a sfuggire allo stretto abbraccio dei parenti. e nel mentre ho anche catturato un paio di agenti del kgb.

dopo averli consegnati a M, sono tornato a casa. una rilassante doccia mi rimetterà in sesto, e stasera mi recherò a un concerto